Alla scoperta della Valle Impero




Il panorama di Pontedassio

Scoprire la Riviera

Alla scoperta della Valle Impero




Agosto 23, 2020

Siete mai stati nella Valle Impero? Noi l’abbiamo percorsa in una giornata soleggiata, con poche nuvole in lontananza e, come sempre, nessuna meta precisa: solo la voglia di scoprire una nuova porzione del nostro territorio, a pochi chilometri dal nostro agriturismo di Diano Marina!

La partenza dall’agriturismo

Partiti dalle nostre case vacanze nel Golfo Dianese la mattina presto, percorriamo l’Aurelia fino a Capo Berta per arrivare in piazza Dante a Imperia. Da qui seguiamo le indicazioni per Torino e la Strada Statale 28. Non appena ci troviamo davanti al ponte medievale a Castelvecchio, decidiamo di fermarci a fare qualche foto al paesaggio. Dalle valli intorno, infatti, cominciano ad emergere i piccoli borghi antichi, integrati naturalmente nel verde circostante, come Borgo Oneglia.

Il ponte medievale dalla strada statale 28

Riprendiamo il motorino e percorriamo tutta la SS28 fino al bivio di Pontedassio. A questo punto abbandoniamo la strada a scorrimento veloce per seguire la vecchia statale e attraversare il paese.

Vista del borgo di Oneglia

Pontedassio e Chiusavecchia

A Pontedassio ci fermiamo per curiosare tra le vecchie vie, i caratteristici caruggi liguri, non distanti dal torrente Impero. Riprendiamo il nostro percorso lungo la vecchia statale, fino al bivio per Chiusavecchia. A un certo punto notiamo un cartello che indica la chiesa di Nostra Signora dell’oliveto.

La chiesa di Nostra Signora dell’oliveto

Seguiamo il suggerimento e ci dirigiamo verso l’edificio sacro, a cui giungiamo tramite una vecchia stradina acciottolata. Una volta percorsa è d’obbligo un’altra sosta rigenerante: facciamo il pieno di bellezza con una vista meravigliosa su Chiusavecchia e il torrente!

Vista del torrente Impero a Chiusavecchia

Borgomaro

Non siamo, però, ancora soddisfatti, e riprendiamo il nostro viaggio fino al bivio per Borgomaro. Il primo paese che incontriamo è San Lazzaro Reale, annunciato dall’antico ponte in pietra che conduce alla mulattiera verso Lucinasco. Borgomaro, invece, è un punto di raccordo con le frazioni e i paesi dei dintorni. Ci fermiamo a visitarlo: ci incuriosisce il suo assetto medievale, ingentilito dal passaggio del torrente. Ci colpiscono in particolar modo la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate col suo affresco esterno e la fontana comunale, alimentata dalla sorgente.

Affresco nel portico della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate

Maro Castello e Lucinasco

Lasciato Borgomaro raggiungiamo il paesino di Maro Castello, dove il torrente Impero si allarga formando dei laghetti. Questa frazione è dominata dai ruderi di un vecchio castello e dalla chiesa romanica dei santi Nazario e Celso. Attraversiamo il borgo e percorriamo la strada che conduce alle altre frazioni. Dopo qualche metro troviamo l’indicazione verso Lucinasco e decidiamo di raggiungerlo.

I ruderi del castello di Maro Castello

È qui che incontriamo un cartello che ci racconta del Museo diffuso Lazzaro Acquarone. Scopriamo che il progetto coinvolge un interessante museo etnografico e un percorso tra le caselle sparse su tutto il territorio di Lucinasco. Si tratta di una caratteristica tutta ligure: costruzioni in pietra edificate con la tecnica “a secco” e adottate, nei secoli, come rifugio per i pastori e i contadini.

Una casella a Lucinasco

Siamo già a mezzogiorno e ci serve un posto dove fermarci a mangiare qualcosa. Riprendiamo il motorino e seguiamo le indicazioni per la chiesa campestre della Maddalena. Ci ritroviamo all’improvviso in un contesto boschivo, dove la chiesa si immerge con la sua sobria facciata tardomedievale. Proseguendo a piedi per un sentiero entriamo nel bosco e, dopo cinque minuti, arriviamo su un costone da cui si gode di una bella vista su tutta la valle.

Lo stomaco, però, inizia a gorgogliare. Pensiamo di fermarci qui a mangiare e stendiamo il nostro telo da picnic e, finalmente, scartiamo il pranzo al sacco. Ci investe il profumo del pane di Triora, accompagnato dai pomodori cuore di bue e dal basilico genovese dop di nostra produzione. Per concludere, una terrina di zucchine trombetta in scapece!

La chiesa campestre della Maddalena a Lucinasco

Ville San Sebastiano, Ville San Pietro e Conio

Terminato il nostro pranzo riprendiamo il viaggio. Imbocchiamo la vecchia strada e arriviamo sopra Maro Castello, proseguendo il percorso verso le frazioni di Ville San Sebastiano, Ville San Pietro e Conio. Decidiamo di andare a Conio, famosa per i suoi fagioli, e facciamo un giro per il paesino. Ci ritroviamo in un dedalo di viuzze in pietra, in cui a sorprenderci sono i dettagli curiosi: vasi di fiori, porte dipinte e una dolce dedica al paese, che ci offre uno spunto di riflessione sul senso di comunità.

Un contatore dipinto nel centro storico di Conio

Aurigo

Riprendiamo il motorino e torniamo indietro lungo la strada già percorsa, finché non incontriamo nuovamente il bivio di Borgomaro in fondo alla vallata, per salire poi lungo l’altro versante. Ad accoglierci con la sua pace troviamo il paese di Aurigo.

Un gattino ci accoglie ad Aurigo

Anche in questo borgo alcuni monumenti colpiscono la nostra attenzione, come la chiesa di Sant’Andrea e il santuario di San Paolo. Da un cartello apprendiamo dell’antica via Marenca, una importante via di comunicazione tra Oneglia e Porto Maurizio fino alle valli del Monregalese.

Il pannello che ci racconta dell’antica via Marenca

A questo punto possiamo dire conclusa la nostra gita e ci dirigiamo verso l’agriturismo. Prendiamo la stessa strada fatta all’andata che ci riconduce a Imperia e poi, lungo la via Aurelia, a Diano Marina .

Anche stavolta abbiamo scoperto nuove prospettive, paesaggi noti che in qualche modo si sono svelati dietro a un nuovo sguardo.

Ogni volta ci sorprende quanto la nostra regione abbia da offrirci e non possiamo che decidere di condividere queste bellezze con gli ospiti e i lettori del nostro blog !

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