Dal Parco del Ciapà alla Fontana del Melo




Due cartelli a Diano Castello

Scoprire la Riviera

Dal Parco del Ciapà alla Fontana del Melo




Settembre 07, 2020

Ancora una volta percorriamo le strade del Golfo Dianese senza una meta precisa, con la volontà di scoprire qualcosa di insolito o, semplicemente, provare a osservare il nostro territorio da un nuovo punto di vista.

In questo articolo vi porteremo con noi al Parco del Ciapà e alla Fontana del Melo, con una piccola incursione a Diano Castello.

Partenza dall’agriturismo

Prendiamo il motorino e partiamo dal nostro agriturismo a Diano Marina in un pomeriggio di inizio estate, con poco sole ma tanto vento. Percorriamo la via Aurelia verso Andora, superiamo Cervo e arriviamo a Capo Mimosa, vicino all’omonimo campeggio. Da qui, sulla sinistra, imbocchiamo la strada panoramica che costeggia a mezza collina la via Aurelia. Ci allontaniamo sempre più dalla strada principale, salendo su tornanti intervallati da graziose ville e villette indipendenti, ciascuna con parcheggio e giardino. Infine, seguiamo la Via Romana Levante fino a prendere Strada San Leonardo.

A questo punto arriviamo ad un incrocio da cui si diramano tre strade sterrate. Siamo ora al limite inferiore del Parco del Ciapà. Questo sovrasta Cervo e occupa la parte finale della dorsale che dal Pizzo d’Evigno arriva fino al mare. Decidiamo di seguire il sentiero che conduce verso l’antico borgo, facendo molta attenzione al terreno accidentato. Ricordiamo che siamo in motorino e, con mille precauzioni, procediamo a passo d’uomo verso il parco.

Cartelli che indicano i sentieri verso Cervo e Andora

Al Parco del Ciapà

Qui ci accoglie una vegetazione rigogliosa: la tipica macchia mediterranea è protetta dai tanti alberi che producono ombra e rendono l’ambiente perfetto per una passeggiata o un picnic. Nonostante il terreno scosceso, non possiamo non ammirare i bellissimi panorami di Cervo e di tutto il Golfo, che si alternano a tratti di bosco più fitto. Ogni tanto scorgiamo i resti di vecchie costruzioni in pietra, forse torri di avvistamento o semplici abitazioni, non sappiamo; qua e là incontriamo anche le tradizionali aree con panche e tavolini in cui fare una sosta per uno spuntino in compagnia.

Vista del Golfo dal Parco del Ciapà

Il percorso in sterrato prosegue ancora per qualche centinaio di metri finché non arriviamo nella zona a nord di Cervo. La strada è ancora sconnessa, nonostante alcuni pezzi asfaltati: procediamo, dunque, con la massima prudenza.

Una delle costruzioni in pietra osservate all’interno del parco

La chiesa di San Nicola

Passiamo davanti ai resti di una torre ben conservata, che immaginiamo un tempo fosse parte di un edificio più complesso. Proseguendo, arriviamo subito dietro Cervo. Riprendiamo, dunque, la strada provinciale scendendo verso l’Aurelia. A un certo punto incontriamo il profilo di una chiesa che sovrasta la collina di fronte a Cervo. Si tratta della chiesa di San Nicola, che vogliamo assolutamente visitare per scattare delle foto e approfittare della posizione privilegiata. Le indicazioni per raggiungere l’edificio non sono chiare, ma riusciamo comunque a trovare la chiesetta col suo bel sagrato e la graziosa piazzetta che ne delimita la struttura.

La facciata della chiesa di San Nicola

Una vista privilegiata

Cervo si staglia proprio di fronte a noi in una posa insolita. Il punto di vista è diverso, infatti, da quello che si trova su libri, riviste e siti web. Ne approfittiamo per fare diverse fotografie e portarci dietro questo singolare ricordo. Ci sembra di scoprire il borgo per la prima volta, eppure è sempre lo stesso, immutato da secoli. A cambiare siamo noi, e la nostra prospettiva sbilenca ci consente di ammirare la chiesa dei Corallini e le case intorno in un inedito profilo.

Vista di Cervo dalla chiesa di San Nicola

Alla ricerca dell’antica fontana

Dopo aver riposato qualche minuto su una panchina di fronte alla piazza della chiesa decidiamo di riprendere il viaggio alla ricerca di un’antica fontana, forse di origine medievale. Pensiamo si trovi nelle vicinanze di Varcavello, l’unica frazione di Diano Castello, perché in passato avevamo scoperto una indicazione che ci aveva incuriosito. Entriamo quindi a Diano Marina e attraversiamo il vecchio tracciato della ferrovia, dirigendoci verso Diano Castello. Alla rotonda che ci indica la deviazione per Varcavello, percorriamo poche centinaia di metri e raggiungiamo la frazione.

Indicazione a Varcavello

Parcheggiamo il motorino in uno spiazzo pubblico e iniziamo la ricerca della fontana. Attraversiamo il tipico caruggio ligure, con le case addossate sulla via principale che si affacciano sulle colline che circondano Varcavello. Da una parte si intravede il versante inferiore di Diano Calderina, una delle frazioni di Diano Marina, dall’altro Diano Castello.

Purtroppo, però, della fontana non c’è alcuna traccia. Pensiamo possa trovarsi in una zona più defilata, magari in direzione del comune. Percorriamo una via laterale, una vecchia mulattiera dal nome “Au Castellu” (al castello: Diano Castello), sperando di trovarla, ma niente.

Indicazione per raggiungere Diano Castello

La fontana del Melo

A questo punto decidiamo di proseguire verso il borgo e una volta arrivati troviamo un cartello con la scritta: Fontana del Melo. Che sia quella che cerchiamo? Ormai abbiamo poco da perdere e la curiosità è troppa: decidiamo di seguire il nostro istinto e continuiamo la ricerca. Attraversiamo a piedi la strada carrozzabile che, se percorsa tutta, prosegue verso l’alta valle (Diano Arentino, Evigno), finché non scorgiamo una nuova indicazione verso la fontana.

Imbocchiamo quindi un sentiero che, dopo centinaia di metri tra campagne, orti privati, vecchie mura, case in costruzione e altre in stato di abbandono, ci conduce alla nostra ambita meta. Finalmente la troviamo e le scattiamo tantissime foto. In realtà, non sappiamo se è quella che cercavamo all’inizio, ma vale comunque la pena dedicarle delle attenzioni, dopo tante peripezie.

La fontana del Melo

Si torna a casa

Si è fatto tardi e decidiamo di raggiungere il motorino che abbiamo parcheggiato sull’altro versante della collina. Siamo stanchi e non vediamo l’ora di tornare agli appartamenti del nostro agriturismo. Ripercorriamo il sentiero e, una volta arrivati nell’abitato di Diano Castello, decidiamo di fare una strada diversa dall’andata. Scendiamo a Varcavello attraverso una strada che passa tra orti e vigne di vermentino: “A vietta” (la piccola via).

Indicazione del sentiero “A vietta” che porta a Varcavello

Prima di tornare a casa, però, facciamo un ultimo tentativo per trovare la “nostra” fontana. Ripartiamo con il motorino e poche centinaia di metri dopo, subito fuori l’abitato, troviamo il nostro Sacro Graal, l’oggetto della nostra ricerca fin dall’inizio. Si tratta di una serie di lavatoi, ormai in disuso, che nel corso degli anni hanno sostituito quella che era un tempo un’antica fontana. La nostra fontana.

Dopo un intero pomeriggio tra orti e strade sterrate, quasi non ricordiamo il motivo per cui abbiamo iniziato il nostro viaggio. Eppure, torniamo all’agriturismo con un sorriso nel cuore. Ancora una volta abbiamo dei ricordi da custodire. Ma soprattutto, abbiamo fatto esperienza di un territorio che chiamiamo casa, e che ci piace condividere coi nostri ospiti e i lettori del nostro blog.

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