Rocchetta Nervina: cosa vedere, laghetti, canyoning e trekking in Val Nervia




Panoramica dall’alto sul borgo di Rocchetta Nervina

Borghi di Liguria

Rocchetta Nervina: cosa vedere, laghetti, canyoning e trekking in Val Nervia




Marzo 29, 2026

Rocchetta Nervina è uno di quei borghi dell’entroterra ligure che ti conquistano subito. Piccolo, raccolto e attraversato da acque limpide, si trova in Val Nervia, nell’entroterra di Ventimiglia, ed è conosciuto soprattutto per due motivi: i suoi laghetti dal colore sorprendente e il canyoning nel Rio Barbaira, una delle attività più famose della zona.

Ma Rocchetta Nervina non è solo una meta per chi cerca tuffi, gole e adrenalina. Il paese ha anche un volto più tranquillo, fatto di vicoli in pietra, scorci sul torrente, sentieri escursionistici e tracce molto evidenti della sua storia. Basta arrivare all’ingresso del borgo per capire che qui natura e paese convivono da sempre, e che proprio questo equilibrio è una delle cose più belle della visita.

Scopri cosa vedere a Rocchetta Nervina, come raggiungere i laghetti, cosa sapere sul canyoning e quali sono i punti di interesse del borgo, senza tralasciare i percorsi di trekking e alcune curiosità legate alla sua storia.

Dove si trova Rocchetta Nervina (Liguria) e come arrivare [ torna al menu ]

Rocchetta Nervina si trova nell’entroterra della Liguria di Ponente, in provincia di Imperia, all’interno della Val Nervia, una valle che si sviluppa alle spalle di Ventimiglia e che ospita alcuni dei borghi più caratteristici della zona.

Il paese è immerso nel verde e attraversato dal torrente Barbaira, che contribuisce a creare quell’ambiente naturale che lo rende così particolare. Nonostante la posizione interna, è facilmente raggiungibile in auto e rappresenta una meta ideale per una gita di giornata, soprattutto se ti trovi già sulla costa.

Stai cercando un appartamento per vacanze vista mare? Il nostro agriturismo è un ottimo punto di partenza per esplorare l’entroterra ligure e la Val Nervia: devi mettere in conto circa 70 km di strada. Il percorso è semplice: si percorre l’autostrada A10 fino a Ventimiglia, per poi risalire la valle seguendo le indicazioni per Dolceacqua e, successivamente, per Rocchetta Nervina.

Una volta arrivati, troverai diversi parcheggi all’ingresso del paese. Sono piuttosto ampi e pensati per accogliere il flusso di visitatori, soprattutto nei mesi più caldi quando la zona è molto frequentata per i laghetti e le attività outdoor.

Visita Rocchetta Nervina, Imperia: un borgo della Val Nervia [ torna al menu ]

Rocchetta Nervina è un piccolo borgo dell’entroterra ligure che conserva un aspetto ordinato e autentico, molto simile ad altri paesi della Val Nervia, ma con una forte vocazione turistica legata alla natura e alle attività outdoor.

Già arrivando si nota subito come il paese sia organizzato per accogliere visitatori, anche da fuori Italia. I parcheggi all’ingresso sono ampi e ben distribuiti, segno di un flusso turistico importante soprattutto nei periodi più caldi, quando i laghetti e il canyoning attirano persone da tutta Europa.

Rocchetta si inserisce in un contesto più ampio fatto di borghi molto caratteristici, alcuni dei quali abbiamo già raccontato sul blog, come Dolceacqua, Apricale e Pigna. Rispetto a questi, ha un’identità leggermente diversa: meno legata solo al borgo in sé e più orientata all’esperienza all’aperto.

Un altro aspetto evidente fin da subito è il legame con il territorio del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri. All’ingresso del paese si trovano pannelli informativi con diversi itinerari escursionistici, segno che Rocchetta Nervina non è solo una destinazione da visitare, ma anche un punto di partenza per esplorare la valle a piedi, tra sentieri panoramici e percorsi più impegnativi.

Panorama di Rocchetta Nervina

Trekking a Rocchetta Nervina: sentieri e itinerari nelle Alpi Liguri [ torna al menu ]

Rocchetta Nervina non è solo laghetti e canyoning. Già all’ingresso del paese si capisce subito che è anche un ottimo punto di partenza per il trekking, grazie alla presenza di numerosi itinerari inseriti nel circuito del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri.

Un pannello informativo raccoglie diversi percorsi, alcuni più impegnativi e altri più accessibili, che permettono di esplorare tutta la valle e spingersi fino alle zone più alte, tra boschi e crinali panoramici.

I principali itinerari del Parco Naturale delle Alpi Liguri [ torna al menu ]

I percorsi segnalati coprono distanze e dislivelli molto diversi tra loro, ma hanno tutti un punto in comune: partono (o passano) da Rocchetta Nervina e permettono di immergersi completamente nel paesaggio dell’entroterra ligure.

Ecco i principali:

  • Sentiero 125 – Colla Melosa (1540 m) – Triora (780 m)
    Lunghezza: 14 km
    Dislivello in salita: 900 m
    Tempo: 3 h 45 min

  • Sentiero 126 – Anello di Rocchetta Nervina
    Lunghezza: 25,7 km
    Dislivello in salita: 1760 m
    Tempo: circa 10 ore

  • Sentiero 133V – Anello di Pigna
    Lunghezza: 17,3 km
    Dislivello in salita: 1300 m
    Tempo: 6 h 45 min

  • Sentiero 156C – Rocchetta Nervina – Fontana Povera (collegamento Alta Via dei Monti Liguri)
    Lunghezza: 5,3 km
    Dislivello in salita: 970 m
    Tempo: 3 h 30 min

  • Sentiero 157C – Pigna – Passo Muratone (collegamento Alta Via dei Monti Liguri)
    Lunghezza: 7,1 km
    Dislivello in salita: 950 m
    Tempo: 3 h 45 min

Altri itinerari della Rete Escursionistica Ligure (REL)[ torna al menu ]

Oltre ai percorsi del Parco, Rocchetta Nervina è collegata anche alla Rete Escursionistica Ligure, con diversi sentieri che attraversano la valle e i rilievi circostanti.

Tra i principali:

  • Sentiero 101 – Sentiero Balcone

  • Sentiero 103 – Alpi del Mare 1

  • Sentiero 114 – Anello del Colombin

  • Sentiero 116 – Anello del Gramondo

  • Sentiero 131 – Buggio – Prearba – Pigna

  • Sentiero 132 – Anello della Valle delle Tane

  • Sentiero 131C – Prearba – Prati del Toraggio

  • Sentiero 134C – Ponte Bausson – Orvegno – Voigiera

I 3 sentieri principali da conoscere[ torna al menu ]

Tra tutti gli itinerari disponibili, ce ne sono tre che spiccano per interesse, panorami e varietà del percorso.

Anello di Rocchetta Nervina (Sentiero 126)[ torna al menu ]

È il percorso più completo e impegnativo della zona. Con i suoi 25,7 km e ben 1760 metri di dislivello positivo, è pensato per escursionisti allenati.

Il sentiero parte dal borgo, sale verso il Monte Tercai e raggiunge la Sella di Gouta, offrendo panorami molto ampi che spaziano dalle montagne fino al mare. È un itinerario lungo (circa 10 ore), ma permette di vedere ambienti molto diversi tra loro, dalla macchia mediterranea ai boschi più interni.

Sentiero Balcone (Sentiero 101)[ torna al menu ]

È uno dei percorsi più panoramici della zona, molto apprezzato anche da chi ama fotografare il paesaggio.

Si sviluppa a mezza costa lungo il versante, mantenendo una vista costante sulle vallate e sulle cime circostanti. Rispetto all’anello completo è meno impegnativo, ma decisamente suggestivo per la qualità degli scorci che offre lungo tutto il percorso.

Anello di Pigna (Sentiero 133V)[ torna al menu ]

Questo itinerario collega due borghi della Val Nervia, Pigna e Rocchetta, passando per Ponte Bausson.

È un percorso di media difficoltà, con 1300 metri di dislivello e una durata di circa 6 ore e 45 minuti. Lungo il tragitto si incontrano diversi punti di interesse, come la Chiesa di Sant’Antonio e il Santuario della Madonna di Passoscio, oltre a zone caratterizzate da uliveti, ponti in pietra e tracce della vita rurale.

È una buona via di mezzo tra una semplice passeggiata e un’escursione più strutturata.

Laghetti e percorsi di trekking a Rocchetta Nervina

Il ponte medievale di Rocchetta Nervina e il Rio Barbaira [ torna al menu ]

Il ponte medievale di Rocchetta Nervina è uno dei punti più riconoscibili del borgo, oltre che uno dei più fotografati di tutto il Ponente ligure. Si trova proprio all’ingresso del paese e attraversa il torrente Barbaira, segnando di fatto il passaggio verso il centro storico.

Si tratta di un ponte medievale in pietra con un’unica arcata, caratterizzato dalla tipica forma “a schiena d’asino”: molto rialzato al centro e inclinato verso i lati. Questa struttura non è casuale, ma serviva a resistere meglio alle piene del torrente e a facilitare il passaggio lungo le antiche mulattiere che collegavano la costa con l’entroterra.

Il ponte medievale di Rocchetta Nervina

In passato aveva anche una funzione strategica. Rocchetta Nervina si sviluppa infatti in una posizione particolare, alla confluenza di due corsi d’acqua — il Barbaira e l’Oggia — formando una struttura a “Y”. Il ponte rappresentava quindi un punto di accesso fondamentale per il controllo del territorio e dei passaggi commerciali.

Sotto il ponte si trovano i primi laghetti, tra i più facili da raggiungere. Le acque sono limpide, con riflessi verde smeraldo, e creano subito un contrasto molto forte con le case in pietra del borgo. È uno dei punti più frequentati in estate, sia per fare il bagno sia semplicemente per fermarsi ad osservare il paesaggio.

Il ponte segna anche un riferimento importante per chi pratica canyoning: da qui parte (o termina, a seconda del percorso) il tratto più famoso del Rio Barbaira, con gole strette, cascate e passaggi scavati nella roccia.

Il ponte di Rocchetta Nervina

Laghetti di Rocchetta Nervina: cosa aspettarsi e come raggiungerli [ torna al menu ]

I laghetti di Rocchetta Nervina sono la principale attrazione naturale del paese e uno dei motivi per cui, soprattutto in estate, la zona si riempie di visitatori.

Si tratta di piscine naturali formate dal torrente Barbaira, che nel tempo ha scavato la roccia calcarea creando conche d’acqua limpida e dai colori molto intensi, che vanno dal verde smeraldo all’azzurro. Già dai primi scorci si capisce perché questo luogo sia così apprezzato: l’acqua è estremamente trasparente e il contesto è rimasto molto naturale.

Anche fuori stagione, come nel mio caso a febbraio, il colpo d’occhio è notevole. Il torrente scorre tra rocce levigate e crea un ambiente molto piacevole, perfetto anche solo per una passeggiata.

In estate, invece, i laghetti diventano un punto di riferimento per chi cerca un po’ di fresco. L’acqua è sempre piuttosto fredda, anche nei mesi più caldi, ma proprio per questo è molto apprezzata dopo una camminata o nelle giornate più afose. Molte zone sono organizzate su più livelli, quasi come piccole piscine naturali, dove è possibile fermarsi, fare il bagno o semplicemente rilassarsi sulle rocce.

L’atmosfera è particolare: sembra quasi di trovarsi in un ambiente più esotico che ligure, ma con il vantaggio di essere facilmente raggiungibile e inserito in un contesto ben curato.

Rocchetta Nervina, i laghetti

Come arrivare ai laghetti e percorso[ torna al menu ]

Raggiungere i laghetti di Rocchetta Nervina è semplice e veloce, ed è uno dei motivi per cui questa meta è così apprezzata.

Il punto di partenza è il ponte medievale all’ingresso del paese. Da qui si imbocca un sentiero sulla sinistra, ben visibile e facile da seguire fin da subito.

Il percorso è breve: i laghetti distano circa 700 metri e si raggiungono in 5–6 minuti a piedi. Il sentiero costeggia per gran parte il torrente Barbaira, regalando scorci continui sull’acqua limpida e sulle rocce.

Sentiero verso i laghetti di Rocchetta

Dal punto di vista della difficoltà, è un percorso semplice e accessibile, ma non va sottovalutato. Il terreno è composto da pietre e tratti irregolari, quindi è consigliato indossare scarpe adatte, con una buona suola. Anche se non c’è fango, il rischio di scivolare è concreto, soprattutto vicino all’acqua. All’inizio del sentiero è presente un cartello (in italiano e in inglese) che segnala proprio questo aspetto: bisogna prestare attenzione perché non ci sono protezioni verso valle.

I bellissimi laghetti di Rocchetta Nervina

Consigli utili per visitare i laghetti[ torna al menu ]

I laghetti di Rocchetta Nervina sono facili da raggiungere, ma ci sono alcune cose da sapere prima di andarci, soprattutto se li visiti in estate.

L’acqua è sempre molto fredda, anche nei mesi più caldi. Può sembrare piacevole nelle giornate afose, ma l’impatto iniziale non è dei più semplici, quindi meglio entrarci con calma.

In alta stagione, soprattutto tra luglio e agosto, i laghetti più vicini al paese sono molto frequentati. Essendo i più accessibili, tendono a riempirsi rapidamente durante la giornata. Se cerchi un po’ più di tranquillità, conviene proseguire lungo il sentiero oltre i primi punti. Bastano 15–20 minuti in più per trovare zone meno affollate e decisamente più rilassanti.

Dal punto di vista della sicurezza, è importante non sottovalutare l’ambiente. Le rocce possono essere scivolose e l’acqua, oltre a essere fredda, può diventare impegnativa in alcuni tratti. Se decidi di fare canyoning, è fondamentale non improvvisare: serve attrezzatura adeguata e, soprattutto, una guida esperta.

I laghetti di Rocchetta Nervina

Canyoning a Rocchetta Nervina: esperienza nel Rio Barbaira [ torna al menu ]

Il canyoning è uno dei motivi principali per cui Rocchetta Nervina è diventata così conosciuta, anche fuori dall’Italia. Il Rio Barbaira è infatti considerato uno dei percorsi più belli d’Europa per questo tipo di attività, grazie alla combinazione tra acqua limpida, gole strette e passaggi naturali molto scenografici.

Anche senza provarlo direttamente, basta osservare il contesto (soprattutto dall’alto) per capire il tipo di ambiente in cui si svolge: un susseguirsi di vasche naturali, pareti rocciose e tratti incassati che rendono il percorso vario e mai monotono.

Rocchetta Nervina vista dall'alto

Perché il Rio Barbaira è tra i migliori canyon d’Europa[ torna al menu ]

Il tratto di canyoning nel Rio Barbaira si sviluppa all’interno di gole scavate nella roccia, con acqua sempre presente e molto pulita.

Il percorso non è una semplice discesa, ma un mix di:

  • tuffi (fino a circa 10 metri, mai obbligatori)

  • scivoli naturali nella roccia (i cosiddetti toboga)

  • calate con la corda lungo cascate

È considerato un percorso di livello medio-facile: adatto anche a chi è alla prima esperienza, purché accompagnato da una guida, ma richiede comunque una buona confidenza con l’acqua e l’assenza di vertigini.

La durata complessiva dell’attività è di circa 3–4 ore e termina proprio nei laghetti vicino al paese, dove ci si può fermare a rilassarsi dopo il percorso.

Prezzi, prenotazione e informazioni pratiche[ torna al menu ]

Il costo medio per fare canyoning a Rocchetta Nervina si aggira tra i 70€ e gli 85€ a persona.

Nel prezzo sono generalmente inclusi:

  • guida

  • muta in neoprene

  • casco

  • imbragatura

  • assicurazione

Per accedere all’area è previsto anche un ticket comunale di circa 4€, che serve per la manutenzione dei sentieri e della zona (spesso è già incluso nel prezzo, ma conviene verificarlo).

L’attività è disponibile indicativamente da aprile a ottobre, periodo in cui le condizioni dell’acqua sono più adatte.

Tra i requisiti principali:

  • saper nuotare

  • avere una discreta forma fisica

  • età minima generalmente tra 12 e 14 anni (a seconda dell’operatore)

È consigliato portare costume, scarpe da ginnastica da usare in acqua e tutto il necessario per cambiarsi a fine attività.

I laghetti, come piscine naturali a Rocchetta Nervina

Dove prenotare il canyoning a Rocchetta Nervina[ torna al menu ]

Per organizzare l’esperienza ci sono diverse opzioni. Una delle più semplici è prenotare online tramite portali come Freedome, che propongono pacchetti completi con attrezzatura inclusa e gestione centralizzata della prenotazione.

Ecco i riferimenti principali per organizzare la tua uscita:

1. Guide e Operatori Specializzati (Consigliato)[ torna al menu ]

Contattare direttamente le guide è spesso il modo migliore per avere informazioni in tempo reale sulle condizioni dell'acqua:

 

Canyoning Liguria: Sono tra i più attivi in zona.
Telefono: +39 320 4374089
Email: info@canyoningliguria.com

RioBarbaira.it: Sito dedicato esclusivamente a questo canyon. Offre dettagli tecnici e contatti per le prenotazioni.
Email: acolarn23@gmail.com


Itaca Canyoning:
Telefono: +39 328 4697777

2. Prenotazione Online (Portali)[ torna al menu ]

Se preferisci gestire tutto via web con conferma immediata, puoi usare questi portali:

Freedome o CheckYeti: Offrono pacchetti completi (spesso a partire da circa 70-85€ a persona) che includono guida, attrezzatura e assicurazione.

Yumping: Altro portale molto utilizzato per gli sport d'avventura in Liguria.

La differenza principale tra le varie opzioni riguarda soprattutto l’attrezzatura e il livello di autonomia richiesto. Alcuni operatori includono tutto nel prezzo, altri si rivolgono a chi è già attrezzato e ha esperienza.

Se non hai mai fatto canyoning, ha senso scegliere una soluzione completa, anche spendendo qualcosa in più, per avere tutta l’attrezzatura fornita e un’esperienza più semplice da gestire.

La natura a Rocchetta Nervina

Cosa vedere nel borgo di Rocchetta Nervina [ torna al menu ]

Dopo aver visitato i laghetti, vale la pena dedicare un po’ di tempo anche al borgo. Rocchetta Nervina è piccolo e si gira velocemente, ma offre comunque alcuni scorci interessanti e qualche punto di interesse legato alla sua storia.

Via Roma e i caruggi[ torna al menu ]

Dal ponte principale si entra nel paese e si imbocca Via Roma, la strada che attraversa il centro. Da qui partono i classici caruggi, i vicoli stretti tipici dei borghi liguri, con passaggi tra le case in pietra, piccole piazzette e dettagli semplici come porte dipinte e scorci sul torrente.

Un tratto di via Roma, Rocchetta Nervina

L’atmosfera è molto simile a quella di altri paesi della Val Nervia: niente di particolarmente diverso o unico rispetto ai dintorni, ma comunque piacevole da percorrere, soprattutto per chi apprezza questo tipo di ambientazione.

I caruggi di Rocchetta di Rocchetta Nervina

Chiesa di Santo Stefano Protomartire[ torna al menu ]

Proseguendo tra i vicoli si arriva alla Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano Protomartire, che si trova in una delle piazze principali del borgo.

La chiesa ha origini nel Cinquecento, anche se l’aspetto attuale è il risultato di interventi successivi in stile barocco. La facciata è semplice e ben integrata nel contesto del paese, mentre l’interno è a navata unica, decorato con stucchi e affreschi.

Tra le opere più importanti c’è il polittico dedicato a Santo Stefano, attribuito alla scuola dei Brea, che rappresenta il patrono affiancato da altre figure sacre. Anche gli altari laterali e le decorazioni riflettono il gusto barocco ligure, con colori chiari e dettagli dorati.

La chiesa si affaccia su una piazza molto caratteristica, legata anche alle tradizioni locali. Qui si trova lo spazio del “balun”, il tipico gioco della palla pugno, e durante il periodo natalizio viene acceso il tradizionale fuoco che arde dalla notte del 24 dicembre fino al 6 gennaio.

Un lato della Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano Protomartire, Rocchetta Nervina

Via del Forno e il forno comunale[ torna al menu ]

Proseguendo oltre la chiesa si arriva in Via del Forno, il cui nome deriva dalla presenza dell’antico forno comunale del paese.

Oggi il forno non è visitabile, ma esistono progetti per il suo recupero e la futura apertura al pubblico. Si tratta quindi di un luogo che racconta una parte della vita quotidiana del borgo, anche se al momento non è ancora valorizzato dal punto di vista turistico.

Passeggiata lungo il torrente Barbaira [ torna al menu ]

Una volta usciti dai caruggi, una delle parti più piacevoli della visita è la breve passeggiata lungo il torrente Barbaira.

Si tratta di un percorso semplice e rilassante che segue il corso dell’acqua, con diversi punti in cui fermarsi e osservare il paesaggio. Qui si percepisce bene il legame tra il paese e il torrente, che nel tempo ha avuto un ruolo fondamentale nella vita quotidiana del borgo.

Lungo il tragitto si incontrano anche alcuni pannelli informativi che raccontano la storia e le attività legate all’utilizzo dell’acqua, con indicazioni sui principali punti di interesse distribuiti lungo il torrente.

La passeggiata dura pochi minuti e si ricongiunge facilmente al ponte principale di Rocchetta Nervina, chiudendo di fatto un piccolo anello che permette di vedere sia il borgo che l’ambiente naturale circostante senza allontanarsi troppo dal centro.

Il panorama sul borgo di Rocchetta Nervina

Storia e tradizioni: il percorso “E Dubarie” [ torna al menu ]

Lungo la passeggiata sul torrente Barbaira si incontra una delle parti più interessanti di Rocchetta Nervina dal punto di vista storico: l’area chiamata “E Dubarie”, oggi valorizzata come piccolo percorso museale all’aperto.

Qui diversi pannelli raccontano come il paese, nel tempo, abbia sfruttato l’acqua del torrente per attività produttive e per la vita quotidiana.

Il sistema idrico e produttivo del borgo[ torna al menu ]

Uno dei cartelli principali, intitolato “Storia di una risorsa ambientale”, elenca i punti chiave legati all’utilizzo dell’acqua lungo il torrente Barbaira.

Tra questi troviamo:

  • mulini a farina

  • frantoi per le olive

  • concerie

  • lavatoi pubblici

  • canali per il trasporto dell’acqua

  • impianti legati alla lavorazione della canapa

  • una centrale idroelettrica

Tutto il sistema era organizzato sfruttando l’energia dell’acqua in modo progressivo, lungo il corso del torrente, creando una vera e propria rete produttiva distribuita nel borgo.

E Dubarie: origine del nome e significato[ torna al menu ]

Il nome “E Dubarie” ha diverse interpretazioni legate al dialetto locale. Alcuni lo collegano alla parola “duba” (pelle), altri al verbo “dubà” (pestare), in riferimento alle attività delle concerie o alla lavorazione della canapa.

Nel tempo, però, la zona ha assunto una connotazione diversa. Essendo situata nella parte bassa del paese, vicino al torrente, è stata a lungo considerata un’area poco salubre.

Uno degli elementi chiave per comprenderne l’evoluzione è la mancanza di un sistema fognario comunale, realizzato solo nel 1948. Prima di allora, i rifiuti venivano gestiti in modo molto diverso rispetto a oggi, contribuendo alla reputazione poco positiva della zona.

Diversi fattori — tra cui la posizione, la presenza di canali per il deflusso delle acque e alcune analogie con altri paesi — hanno portato a interpretare il nome “E Dubarie” anche come “zona dei barili”.

Il percorso con polo museale E Dubarie lungo il Torrente Barbaira, a Rocchetta Nervina

La statua del Barilaio[ torna al menu ]

Poco più avanti si incontra una statua dedicata al Barilaio e al suo mulo, che rappresenta in modo concreto un aspetto della vita quotidiana del passato.

Prima della realizzazione della rete fognaria, era abitudine raccogliere i rifiuti domestici in contenitori (i cosiddetti “segliun”) e svuotarli nei pozzi neri situati all’esterno delle abitazioni.

A questo punto interveniva il Barilaio, che aveva il compito di raccogliere il contenuto nei barili e trasportarlo, spesso con l’aiuto di un mulo, fino agli orti o alle campagne, dove veniva riutilizzato come fertilizzante naturale.

La statua racconta proprio questa pratica, oggi distante ma parte integrante della storia del borgo, e aiuta a capire meglio come funzionava la gestione delle risorse in un contesto rurale come quello di Rocchetta Nervina.

La statua del Barilaio, Rocchetta Nervina

I mulini e la lavorazione della canapa [ torna al menu ]

Lungo il percorso sul torrente Barbaira si incontrano anche testimonianze legate alle attività produttive storiche del borgo, in particolare i mulini e le strutture dedicate alla lavorazione della canapa. Sono elementi meno evidenti rispetto ai laghetti, ma aiutano a capire come funzionava la vita quotidiana a Rocchetta Nervina.

La macina a ritrecine e il sistema dei mulini[ torna al menu ]

Uno degli elementi più interessanti è la macina a “ritrecine”, tipica dei mulini a ruota orizzontale diffusi nei borghi liguri.

Il funzionamento era piuttosto semplice: la forza dell’acqua del torrente Barbaira veniva convogliata attraverso canali e utilizzata per mettere in movimento una ruota orizzontale posta sotto la macina. Da qui partiva il movimento che permetteva di azionare le mole.

Questo sistema non era isolato, ma faceva parte di una rete più ampia. L’acqua veniva sfruttata in sequenza per alimentare diverse attività:

  • mulini a farina

  • frantoi per le olive

  • strutture per la lavorazione della canapa

Si trattava quindi di un sistema organizzato e sostenibile, che permetteva al borgo di essere in gran parte autosufficiente dal punto di vista produttivo.

La macina del Mulino Ritrecine, Rocchetta Nervina

La pesta da canapa: come funzionava[ torna al menu ]

La lavorazione della canapa aveva un ruolo importante nell’economia locale, soprattutto fino all’avvento dei materiali sintetici. Era una fibra utilizzata per realizzare tessuti e corde, indispensabili per molte attività quotidiane.

Il processo era articolato e avveniva in più fasi, concentrate soprattutto nella seconda metà dell’autunno. Dopo la macerazione e la prima lavorazione dei fusti, la canapa veniva lavorata nella cosiddetta “pesta”.

All’interno della struttura, una mola in pietra, mossa dal sistema idraulico, schiacciava e lavorava le fibre all’interno di una vasca circolare. Questo permetteva di separare la fibra dalla resina, rendendola utilizzabile.

Gli edifici erano molto semplici: spesso costruiti con pietre locali, senza intonaco, con tetti sostenuti da travi in legno. In alcuni casi erano strutture aperte, pensate anche per disperdere il pulviscolo prodotto durante la lavorazione.

Dal punto di vista sociale, era un’attività che coinvolgeva tutta la famiglia. I lavori più faticosi e continuativi venivano svolti anche dai più giovani, mentre una figura più esperta supervisionava il processo.

La pesta da canapa rappresenta quindi un esempio concreto di come, in un contesto come quello di Rocchetta Nervina, si sfruttassero le risorse naturali in modo diretto, con tecnologie semplici ma efficaci.

 

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