Visita al Museo etnografico di Toirano




L’ingresso al Museo etnografico di Toirano

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Visita al Museo etnografico di Toirano




Dicembre 12, 2021

A pochi chilometri dal nostro agriturismo a Diano Marina si trova Toirano, un bel borgo medievale dove abbiamo deciso di recarci per visitare il Museo etnografico. Ci sembra interessante conoscere le realtà produttive dei nostri antenati, e soprattutto i mezzi a loro disposizione, per capire quanta strada abbiamo fatto da allora e, allo stesso tempo, realizzare quanti elementi abbiamo ancora in comune.

La sezione al primo piano del museo

Il Museo etnografico della Val Varatella

Arrivare a Toirano con l’autostrada è molto semplice. Basta uscire a Borghetto Santo Spirito, girare a destra e proseguire per un paio di chilometri. Una volta arrivati nel paesino non è difficile trovare un parcheggio: siamo lontani dal traffico del turismo costiero!

Il biglietto di ingresso al museo costa 3 euro, e consente di ottenere uno sconto di 2 euro per visitare le famose grotte di Toirano. Occasione da non perdere, dal momento che si tratta di una delle attrazioni più amate della zona!

Il Museo etnografico della Val Varatella si trova all’interno del Palazzo dei conti D’Aste (successivamente acquisito dalla famiglia dei marchesi Del Carretto), un bell’edificio che ha visto numerosi rifacimenti e ampliamenti nel corso dei secoli. Gli oggetti conservati all’interno del museo sono infiniti e suddivisi in diciotto sezioni sulla base delle attività a cui erano destinati: agricole, artigianali, ecc. Una parte del museo, inoltre, è organizzata nel piano nobile del Palazzo, dove sono allestite le riproduzioni di alcune stanze degli antichi proprietari. Insomma, un tuffo nel passato alla scoperta della vita quotidiana di una piccola realtà dell’entroterra ligure.

Insegna Museo Val Varatella

 

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Perché visitare il Museo etnografico di Toirano

Da un primo nucleo di circa un centinaio di oggetti raccolti da alcuni volontari, il Museo etnografico di Toirano ha visto progressivamente crescere la sua collezione nel corso degli anni grazie alla generosa donazione degli abitanti del paese. Mai come in questo caso, dunque, si percepisce la dimensione pubblica di un museo, grazie alla partecipazione condivisa dalla comunità. Dal passato comune giungono non solo oggetti, ma anche testimonianze orali, ricordi e curiosità che altrimenti, con molta probabilità, avremmo perso.

Ecco, quindi, il motivo principale per visitare il Museo etnografico di Toirano, come qualsiasi museo. Vivificare la memoria di un passato non tanto lontano, eppure molto fragile. Presi come siamo dall’ossessione del progresso e della modernità a tutti i costi, rischiamo di dimenticare le nostre origini, ovvero le radici contadine che ancora oggi costituiscono la base della nostra economia. Certo, oggi possiamo godere di enormi vantaggi che rendono più agile il lavoro, ma la fatica è comunque una costante, così come l’incertezza legata alle condizioni atmosferiche, al mercato che cambia ecc.

Cosa vedere al piano terra del Museo etnografico di Toirano

La visita al museo si apre con la sezione dedicata al lavoro agricolo, situata al piano terra, negli ambienti in cui un tempo vi erano le scuderie. Oltre al lavoro agricolo, naturalmente, non mancano gli oggetti legati alle attività artigianali e alla vita domestica. Qui, inoltre, potrete approfittare del grazioso giardino interno, nella corte dell’antico Palazzo D’Aste Del Carretto, per osservare piante rare e alcune macine di antichi frantoi, architravi in ardesia e una vasca in marmo cinquecentesca.

Immagine di una parte del giardino interno

La produzione dell’olio

Le prime due sezioni sono dedicate alla coltivazione dell’olivo e alla produzione dell’olio, le attività più redditizie della zona. Il corredo di oggetti qui presenti include falci, roncole e accette per il lavoro quotidiano di potatura e diserbo, mentre gli aratri e i finimenti da soma erano destinati al trasporto di materiali.

Ma sono forse le ricostruzioni dei tradizionali “gumbi”, ovvero i frantoi antichi a suscitare maggiore attenzione. Nel museo ce n’è uno del XVII secolo, il quale funzionava grazie alla forza animale. La frangitura delle olive avveniva per mezzo delle macine in pietra, mosse da ingranaggi in legno e ferro, attivati dalla forza dell’acqua.

L’antico frantoio presso il museo di Toirano

Più minuti, ma comunque importanti sono i vecchi oggetti necessari alla fase di vendita e conservazione dell’olio, come gli strumenti di peso e misura: le antiche bilance e le “quarte”.

La vita contadina

L’illustrazione degli oggetti della vita contadina prosegue poi con le sezioni successive, quelle dedicate alla coltivazione della vite e alla produzione del vino, così come quella del grano. Qui abbiamo osservato con interesse tutti gli attrezzi necessari per la cura della vite, ma anche gli oggetti utili alla conservazione del vino, le botti e le borracce, tutti risalenti alla fine del XIX secolo. Molto belli anche i falcetti per tagliare il frumento, o gli antichi canestri in vimini che servivano a dividere il grano dalla pula.

Sezione del museo dedicata alla produzione del vino

Gli artigiani

Lavori ormai quasi del tutto scomparsi erano fondamentali fino a non tanto tempo fa. Per riscoprirne il fascino è sufficiente visitare la sezione del museo dedicata al lavoro di calzolai, falegnami e maniscalchi, coi loro attrezzi che ci ricordano la fatica di un lavoro manuale ma comunque creativo.

Alcuni oggetti legati al lavoro artigiano

La casa

Terminiamo la nostra visita alle sezioni del piano terra con la ricostruzione di alcuni ambienti della tipica casa di Toirano. Un bel camino con cappa in ardesia fa bella mostra di sé al centro della sala, con forno e fornelli antichi, alimentati dalla brace. Tra gli oggetti della cucina non possono mancare mortai per il pesto e per la macinazione del sale e pepe; le teglie in rame e le varie padelle per la preparazione delle pietanze tradizionali.

A una classe mediamente agiata dovevano poi appartenere alcune stoviglie in maiolica provenienti da Albisola e Savona, così come il bel letto in ferro battuto della camera da letto.

Sezione del museo dedicata alla casa

Cosa vedere al primo piano del Museo etnografico di Toirano

Infine, al primo piano del museo troviamo il “mezzanile”, ovvero gli ambienti di servizio del palazzo dove ora si conservano alcuni abiti infantili e giocattoli antichi, insieme a oggetti devozionali come crocefissi in legno, stampe provenienti da santuari locali, ex-voto, mentre dei cassoni conservano il corredo della sposa.

Riproduzione di una sala da pranzo

Molto interessante anche la ricostruzione di una sala da pranzo ottocentesca, con soffitto dipinto e arredi tipici del tempo, un orologio a pendolo e le preziose stoviglie in ceramica, per non parlare della camera da letto con il necessario per la pulizia personale.

La camera da letto al primo piano del museo

Un museo è più di un edificio in cui si conservano degli oggetti: è il luogo della memoria, dove il tempo assume un valore inedito. Visitare il Museo etnografico di Toirano è un’esperienza che consigliamo di fare a chiunque abbia un interesse sincero per conoscere questo angolo dell’entroterra ligure!

 

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