San Bartolomeo al Mare, comune del Golfo Dianese




Immagine del Santuario della Madonna della Rovere

Territorio

San Bartolomeo al Mare, comune del Golfo Dianese




Aprile 05, 2020

Situato nella Val Steria, San Bartolomeo si inserisce tra la vallata del Torrente Merula a Nord-Est e quella dell'Evigno a Ovest. A soli cinque minuti di distanza dai nostri appartamenti per le vacanze Diano Marina, questo piccolo paese – noto soprattutto per il suo litorale e la passeggiata al mare – nasconde una storia antichissima.

In questo articolo metteremo per una volta da parte le bellezze scenografiche del territorio, per scoprire insieme le vicende del borgo ligure.

Immagine della passeggiata a mare

La storia di San Bartolomeo al Mare

Il nome del paese deriva dal santo a cui è dedicata la chiesa parrocchiale. Fino al 1968, tuttavia, il toponimo era “San Bartolomeo del Cervo”, a testimoniare la dipendenza del comune all'autorità del paese limitrofo. Le tracce di epoca preromana non sembrano essere di rilievo. Molto probabilmente, prima del dominio romano, nel territorio di San Bartolomeo al Mare si abitava in casali sparsi, o nei “castellari”, come avveniva nell'entroterra. In un momento successivo l'area fu popolata dai Liguri Ingauni, che ebbero rapporti commerciali con i Cartaginesi.

Il dominio romano

Fu con l'avvento dei Romani in Liguria che il territorio dell'attuale San Bartolomeo al Mare raggiunse una certa importanza. In questo periodo, infatti, il territorio della Valle Steria comprendeva il Lucus Bormani, un antico bosco sacro in cui si celebrava la divinità locale Borman. Sappiamo che quest'area divenne una mansio lungo la Via Iulia Augusta, come si legge anche nella Tabula Peutingeriana. In località La Rovere, inoltre, sono stati ritrovati degli importanti reperti risalenti a questo periodo, e riconducibili a un importante insediamento.

La struttura di maggior rilievo portata alla luce è un edificio di forma allungata che comprende sei vani, un portico e un corridoio. Non solo: la grande quantità di monete e ceramiche scoperte ha consentito di inquadrare il periodo storico (I-II secolo) e la funzionalità dell'abitato. Si trattava certamente di un luogo strategico per soddisfare le esigenze delle truppe di passaggio in questa zona.

Alla frazione di Chiappa, inoltre, appartiene un cippo miliare di grande importanza, in cui si legge la seguente iscrizione:

L'Imperatore Cesare Augusto

acclamato comandante vittorioso per la decima volta, e

nella sua undicesima

potestà tribunicia

553 (miglia da Roma)

Alto Medioevo

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) anche il territorio di San Bartolomeo subì numerosi saccheggi ad opera di popolazioni barbariche. Queste si interruppero solo grazie all'intervento dell'Impero Bizantino, che garantì una maggiore sicurezza economica e sociale. Successivamente arrivarono i Longobardi, che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sulle alture. Ma fu con i Franchi nel 774, e la suddivisione di quest'area in marche e in comitati, che si posero le basi per il feudalesimo.

Nuove incursioni, questa volta da parte dei Saraceni, si verificarono tra il IX e il X secolo. Ancora una volta le popolazioni scapparono sulle montagne per sfuggire alle violenze dei pirati.

Immagine della torre anti barbaresca

Basso Medioevo ed età moderna

Così come i paesi limitrofi, anche San Bartolomeo fu compreso all'interno delle proprietà dei Marchesi di Clavesana e dei Del Carretto, fino alla fine del XIV secolo. Da questo momento, infatti, il suo territorio passò sotto il dominio della Repubblica di Genova. Seguì dunque le sue sorti fino a quando, nel 1797, il territorio cadde sotto l'orbita della Repubblica Ligure. Infine, dopo l'occupazione francese del 1805, San Bartolomeo fu parte del Regno di Sardegna a partire dal 1815, e poi del Regno d'Italia dal 1861.

Il Santuario di Nostra Signora della Rovere

Non possiamo non parlare, infine, di uno dei monumenti più significativi, non solo del comune di San Bartolomeo al Mare, ma di tutta la Liguria. Come abbiamo già accennato, quest'area aveva conosciuto una certa importanza in epoca preromana e romana, in quanto parte del Lucus Bormani.

La sacralità del luogo, dedicato al dio dei boschi Borman (e poi a Diana) sopravvive nel toponimo: il Santuario della Madonna della Rovere sorse infatti in un grande querceto.

La costruzione del Santuario risale al XIV secolo, quando la struttura appariva come un piccolo oratorio. Il suo aspetto attuale è invece il frutto di rifacimenti successivi. La facciata neoclassica del 1860, ad esempio, è il risultato del progetto dell'architetto Ardissone. Bellissimi anche i numerosi dipinti presenti all'interno, come la Madonna con Bambino di scuola fiamminga e la scultura lignea della Vergine, realizzata proprio con legno di rovere.

San Bartolomeo al Mare è una sorpresa continua, a pochi passi dal nostro agriturismo.

 

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